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Tecniche di cucito: odio e amore per i punti molli

In ogni processo creativo c’è sempre uno scoglio, una parte in salita, un punto che ci blocca, ci spinge a rinviare: nella fotografia per me è l’editing, tutta la fase che intercorre tra svuotare le sd, ritoccare le foto, archiviare e pubblicare. Mi trovo a rinviare all’infinito, a cercare scuse, a lasciare marcire cartelle per mesi sul desktop. Nel cucito invece sono i punti molli: è una settimana che ho tagliato un cartamodello di un paio di pantaloncini e resta nella borsa perché devo fare i punti molli, e persino l’editing di un centinaio di foto diventa più allettante.

I punti molli sono il mio scoglio creativo DSC_0241 Mi rincuora però non essere sola: mentre le uniche due persone che vivono l’editing come uno stress sembriamo essere io e la mia metà, nel gruppo di Facebook cartamodello, taglio e cucito (link inserire) è emerso un astio diffuso verso tali esseri.

premessa per i non addetti ai lavori: i punti molli o per gli amici ( ammesso che ne abbiano haha) marche, sono un tipo di punto che si fa tutto intorno il perimetro del cartamodello dopo il taglio per evidenziare dove procedere con imbastitura e cucitura. Si tira il filo un punto si e uno no, lasciando una specie di occhiello come vedete in figura. Una volta rimosso il cartamodello si aprono (tirando le due metà di stoffa come per separarle) e si tagliano: il risultato è una traccia dove imbastire 20140701-092428-33868528.jpg

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punti tagliati sul lato dritto della stoffa, tagliati nel separare i pezzi (tagliata col dritto all’interno)
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Punti molli sul lato rovescio della stoffa (tagliata col dritto all’interno)
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Risultato: sulla stoffa resta traccia del Cartamodello

Detta così sembra bello: in realtà

  • È un lavoro terribilmente noioso
  • I punti molli “scappano”: molte volte si perdono e restano pezzi in cui si cuce a sentimento (ciò accade soprattutto quando si mettono svogliatamente cioè a me sempre -.-“)
  • Inoltre lasciano gentili souvenir: oltre a sbastire dovrete togliere piccoli pezzetti di filo lunghi mezzo centimetro uno a uno, o peggio li seminerete per casa o li troverete mesi dopo aver finito il capo ancora addosso. Sono come le formiche: piccoli, ovunque nascosti, difficili da eliminare.

Tuttavia servono. Nella discussione sono emersi alcuni metodi “alternativi” che però presentano inconvenienti. Tali metodi sono essenzialmente riconducibili a due tipologie:

    • Quelli che disegnano le marche in un altro modo: il pennarello, la carta copiativa Burda da inserire tra stoffa e cartamodello che lascia un segno quando con la rotellina (immagine a lato) si passa sui margini del modello, il gessetto. Il problema è che le marche, tagliando su stoffa doppia lasciano il segno su entrambi i pezzi istantaneamente. Il trucco qui sta nel segnare i margini con gli spilli per saper dove disegnare sul lato sprovvisto di cartamodello. Tuttavia questi metodi possono macchiare e non adattarsi a tutti i tipi di tessuti: forse si rivelano convenienti in caso di fodere e componenti interne e di tagli asimmetrici su stoffa non piegata (per cui basta tracciare il contorno) e resistente alle macchie.

 

  • Il metodo americano ovvero quelli che includono nel modello i margini di cucitura: questa seconda tecnica è fortemente sconsigliata alle principianti poco precise (come me) e per i modelli in cui non si è sicuri delle misure perché non permette di allargare ma solo stringere. Includendo nel modello un margine di 2 cm, si taglia a filo del modello (o a una distanza fissa da esso di 2 cm se non include i margini) e si cuce a 2 cm dal bordo. Si può provare tenendosi un po’ più larghi le prime volte. Molti cartamodelli americani lasciano già il margine sul modello. Uno di questi è il top sorbetto che potete scaricare gratis qui: Io non ho mai sperimentato, per adesso, questo metodo, a Scuola mi hanno insegnato a lavorare coi punti molli ma non mi dispiacerebbe abbandonarli, soprattutto nelle fodere! Credo che la realizzazione del Sorbetto sarà il mio primo esperimento in questa direzione, vi terrò aggiornate!

In conclusione secondo me non si può fare a meno di mettere i punti molli, soprattutto se non si ha molta esperienza, se si vuole fare un lavoro a regola d’arte assicurandosi margini per le correzioni per lo meno in certe situazioni, si lavora con una stoffa particolare o su commessa per qualcun altro, si vuole essere precisi. Se conoscete altri trucchi per semplificarmi la vita, una sorta di Adobe Lightroom ( programma di editing foto miracoloso) per i punti molli non esitate a dirmeli: tuttavia credo che come Lightroom non sempre possa evitare l’editing in Photoshop, soprattutto in situazioni complesse che richiedono grande precisione o correzioni particolari, così i punti molli non si possano eliminare totalmente. Se no perché continuare a farli e a insegnarli come metodo corretto? Che ne pensate? Credo che con l’esperienza potrei velocizzare l’operazione o trovare il modo di digerirla! Sono curiosa di sentire la vostra opinione. Ringrazio le ragazze del gruppo per lo spunto del post e le molte informazioni che hanno dato rispondendo. Spero che questo riepilogo possa esservi utile 😉

Ila

0 thoughts on “Tecniche di cucito: odio e amore per i punti molli

  1. Ciao Ilaria!
    Sono capitata qui dopo aver letto il titolo del tuo post sul gruppo fb sui blog di cucito italiani… e non posso che concordare 🙂
    1. Odio i punti molli
    2. Avere i margini di cucitura inclusi esclude il problema, purè tu sia certa di non dover allargare!
    Da quando sono passata ad usare (e disegnare) carta modelli con margini compresi mi sono liberata dai punti molli, ma nel caso io debba affrontare un progetto “spinoso” preferisco usarli!
    Nuova follower! :-))
    Irene
    SergerPepper.com

    1. Ciao Irene 😉 mi fa piacere che concordi e apprezzi il mio post! Penso che appena orenderò confidenza farò qualche tentativo coi margini inclusi, ma per ora sono troppo insicura e lascio margini esagerati appunto per quello 🙂
      Sono felice di contarti tra i miei follower 😉 Il tuo blog è delizioso, ti seguirò assolutamente anch’io, complimenti 😉 mi piace un sacco! A presto 😉

      Ila

      1. Grazie Ila 😉
        Il trucco è di provarci quando ci si sente pronti, ho letto che hai iniziato da non molto a cucire, é più che normale voler essere sicura di ciò che fai: quando sarai pronta, lasciati andare e tutto assumerà una nuova prospettiva!
        Bacio,
        I.

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