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Il corso di modellistica e l’intervista alla Scuola di Moda Vezza

Ciao ragazze, come vedete sono tornata. La scorsa settimana vi ho abbandonato perché ero a Genova a al Workshop di Modellistica “Gonne” presso la Scuola di Moda Vezza: Ho imparato lo sviluppo della gonna a ruota e, partendo dalla gonna base, della gonna dritta, gonna a tubo,  gonna a trapezio e gonna a corolla (se volete vedere che modello è quest’ultima, date un occhiata a questo post). In questa settimana mi sono cimentata nella confezione di quest’ultimo modello con un broccato bordeaux, ma sono ancora in alto mare: per vederla dovrete attendere domenica prossima.

Oggi si parlerà di un’altro argomento che mi sta molto a cuore: la Scuola di Moda Vezza: per me tornare a Scuola dopo tanti mesi di assenza è stato come ritornare a casa e trovare il mio angolo di pace: ne è valsa decisamente la pena  prendere il treno alle 8 di domenica mattina. Sara e Gretel ci hanno insegnato tantissimo con pazienza e dedizione, regalando una giornata favolosa a noi allieve.

Prima del workshop, avevo frequentato da marzo a maggio 10 lezioni del laboratorio di confezione, realizzando un abito a trapezio e una giacca Chanel (sempre lei, quella della Laurea).

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Io e Sara durante le lezioni di confezione

Ho sicuramente già detto in mille post quanto sono felice di aver frequentato questa Scuola: grazie al metodo personalizzato di insegnamento sono riuscita a progredire molto in fretta, realizzando capi che mi piacciono e che ho indossato tantissimo (ora fa troppo freddo purtroppo). Il corso di confezione si articola in blocchi di 5 lezioni, con nessun vincolo di data: di volta in volta si fissa la lezione successiva. Deciso il capo da realizzare, Sara progetta un cartamodello su misura e alla prima lezione si taglia il modello con la stoffa prescelta. Passo a passo si procede con la confezione fino a portare a casa il modello pronto per essere indossato. La Scuola propone nelle due sedi di Genova e Alessandria anche corsi di modellistica (Genova e Alessandria), workshop di modellistica (Genova), Ufficio Stile (Alessandria) e Figurino di Moda (Alessandria) (per l’elenco completo della sede di Alessandria cliccate qui)

Ma lasciamo la parola a Gretel e Sara.

Ciao ragazze! Incominciamo dal principio: com’è nata la Scuola nelle due sedi?

Alessandria vanta 67 anni di attività. Nasce nel 1947 da un’idea di Rosetta Vezza che ha avuto l’intuizione di “istituzionalizzare” ciò che prima si imparava in bottega. Ma questa è una lunga storia su cui stiamo preparando un racconto più dettagliato.

La realtà di Genova nasce durante una cena, nel settembre 2013, nella quale ho fatto a Sara “la proposta che non poteva rifiutare”. Eravamo colleghe di Dottorato, entrambe impegnate in una ricerca nell’ambito dei fashion studies, seppur con punti di vista completamente diversi, ma complementari.

Abbiamo avvertito da subito un feeling tangibile. L’idea della succursale è nata dettata dal bisogno di creare qualcosa insieme, perché ci siamo riconosciute come i due lati della medaglia, avendo l’intelligenza di capire di quanto utile sarebbe stato unire le nostre competenze, invece che mettersi in competizione, ed è stata il cosiddetto salto nel vuoto.

Abbiamo aperto la sede genovese a febbraio 2014, senza alcuna sicurezza, ma decidendo di investire, perché avevamo deciso di puntare sull’ambiente che sarebbe stato il contenitore dei nostri corsi. E quindi volevamo che fosse una piccola bomboniera, un salotto dove le allieve sarebbero state felici di passare le ore a cucire.

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E l’idea della formula del corso di confezione che ho frequentato? E’ decisamente originale e unica nel suo genere.

Le cinque lezioni sono un po’ il nostro leitmotiv. Da noi si acquista questo pacchetto che, compatibilmente con la disponibilità degli orari, si può spendere come si vuole. Ognuno lavora sul proprio capo, indipendentemente dagli altri.

Come tu potrai testimoniare prima dello scadere delle  dieci ore, si è già confezionato il  progetto e si può valutare se rinnovare le cinque lezioni o se terminare l’esperienza. Abbiamo scelto questa formula agile perché crediamo che la sartoria sia un’attività impegnativa, che richiede dedizione, sforzo e serietà; chiunque si rendesse conto che non è la cosa adatta può archiviarla senza nessun vincolo, considerandola un’esperienza e portandosi comunque a casa un capo. Quelli che vengono presi dal “demone” devono semplicemente rinnovare il pacchetto.

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Un altro elemento distintivo che si incontra presso la vostra scuola è sicuramente la vostra passione per il bello, la cura dei dettagli e l’attenzione alla qualità: dalla scelta della stoffa più adatta al modello fino alle rifiniture e agli ultimi ritocchi, ho potuto imparare da voi non solo le tecniche di confezione ma a riconoscere il valore dietro un abito. Quanto conta per voi questo aspetto nell’impostare i corsi e le lezioni?

Direi che è fondamentale. Noi preseguiamo l’idea dello Slow Fashion. La Scuola ha un metodo, come dicevo, maturato in quasi settant’anni. Si affrontano tutte le fasi della confezione sartoriale pedissequamente, dalla scelta del tessuto idoneo, ai punti molli, all’assemblaggio, alla prova, e aimè, tante volte si scuce e si ricuce: non ci sono scorciatoie. La nostra è una scuola e la nostra missione è quella di fare apprendere, di dare la possibilità di diventare conoscitori della materia; ovviamente non trascuriamo la componente hobbistica e terapeutica con cui molti si approcciano ai nostri corsi, ma il nostro intento è quello di formare competenze sartoriali. Lasciamo all’allievo la libertà di decidere a che livello vuole affrontare il lavoro ma il nostro modo di insegnare è per tutti uguale.

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La moda è una passione che vi accompagna da sempre, o è nata piano piano? Come si è evoluta? Quale ruolo ha giocato il saper cucire nel vostro approccio al mondo della moda?

Abbiamo sicuramente esperienze diverse.

Per Sara la moda fa parte del suo DNA, proveniendo lei da tre generazioni di professioniste. Tutta la sua vita è stata segnata da abiti che erano prima carta, poi stoffa, e poi han preso dimensione davanti ai suoi occhi. Austerità, sapienza e concretezza sarebbbero le parole che sceglierei per definire il suo atteggiamento verso il mondo del fashion.

Io vengo da tutt’altra esperienza. Passione sfrenata per i vestiti, fin da bambina. Un po’ di anni fa ho iniziato a sentire l’esigenza di razionalizzare il mio guardaroba. Smettere di compare cento capi low cost l’anno, per buttarli l’anno seguente, ma comprare pochi capi di qualità.  Purtroppo, nella realtà odierna, attuare questo programma comporta un budget di cui io non disponevo. Imparare a confezionare i miei vestiti da sola è stata la quadratura del cerchio. Non risparmio sui tessuti, ma comprendere il valore che ha un capo, considerando le ore e la fatica che ho passato a realizzarlo, aggiunge valore ai miei progetti, alle mie scelte e alle mie decisioni.

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Qual è il capo che più vi ha reso fiere che avete realizzato per voi stesse?

Il primo abito da sera, dice Sara, a sirena in organza nera indossato nel capodanno 2000,  perche’ era il mio primo abito da sera da “adulta” – avevo 19 anni- era il primo capo  importante realizzato da me- avevo iniziato a lavorare a settembre

Per me è sicuramente il cappotto che sto realizzando. Il tessuto, uno Shetland Vintage di un particolarissimo tono di verde, è il dono di Sara del Natale scorso. Ho voluto aspettare di essere più abile per utilizzarlo e devo dire che sto dedicando una cura maniacale nell’assemblarlo. Sono molto soddisfatta del risultato. Ho scelto come modello, che Rosetta e Sara mi hanno disegnato, il cappotto che Audrey Hampburn indossa sulla copertina del libro fotografico “Audrey a Roma”. Linee pulite, adatto al mio livello, ma anche con qualche difficoltà supplementare, come il taglio in vita. La chicca in più è la fodera, tendente al bordeaux, di seta per cravattte, anche quella facente parte del pacco di Natale.

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Cosa consigliereste a un’appassionata di moda e cucito che desidera migliorarsi? Suggerimenti, letture, idee, ispirazioni?

Consiglio di dedicare più cura alla cultura della moda. Ci sono infinite pubblicazioni in merito. Tutti gli ambiti del sapere, a livello umanistico, si occupano di fashion; sociologia, semiotica, estetica, antropologia, letteratura: ognuno tratta questo mondo come oggetto di studio. In un momento storico in cui a legiferare nel campo sono spesso fashion blogger e personaggi televisivi, io voglio mandare un messaggio controcorrente: la moda è cultura e scienza. In soldoni: più Maria Luisa Frisa e meno Carla Gozzi.

Leggere le biografie dei grandi, che aiutano a comprendere come di “geni” ne nascano davvero pochi, ma che sono utili  a riuscire far visualizzare quale sarebbe la meta ideale, a far nasceare uno scenario di riferimento.

Consiglio poi di guardare le immagini, e le sfilate, ma cercando di filtrarle attraverso il proprio punto di vista e non attraverso l’imposizione di qualcun’altro. Le letture che consiglio sicuramente possono aiutare a sviluppare un senso critico, a far nascere ispirazioni e progetti.

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Che capo consigliereste invece per questo inverno? Insomma cosa non deve mancare tra i progetti da realizzare in questi mesi freddi?

A scuola stiamo facendo tantissimi capispalla, ovviamente,  e gonne a ruota in materiali non convenzionali, ispirate  alla sfilata Haute Couture Chanel FW 2014/15.

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Come stanno andando le cose nelle due sedi? Progetti futuri? Potete anticiparmi qualcosa?

Per Alessandria, che è un’istituzione, non credo si possa trattare in termini di andamento. Potrebbe quasi considerarsi un monumento. Durante le lezioni di modellistica che ho fatto con Rosetta, non ho smesso un solo attimo di sentirmi una privilegiata. Stavo attentissima ad ogni sua parola, ogni suo commento sentendomi al cospetto di un pezzo di storia. Spero che le allieve di Alessandria si rendano conto dell’immensa fortuna che hanno. A Genova sono tutte pazze per lei, nonostante non l’abbiano ancora conosciuta.

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Sara e Rosetta alla sfilata di settembre

Da settembre, Genova, ha avuto una crescita esponenziale, incredibile, meravigliosa. Non riusciamo ancora bene a crederci. Abbiamo dovuto attivare una lista d’attesa, cercando nuovi modi per accontentare tutti. L’atmosfera è bellissima, le persone con cui stiamo lavorando favolose. In quella sera di settembre, solo un anno fa, le più rosee aspettative non avrebbero mai potuto avvicinarsi alla realtà che stiamo vivendo.

I progetti:

C’è sicuramente la necessità di ampliare il nostro “spazio vitale”. La nostra piccola bomboniera sta iniziando a diventare davvero piccola, e quindi c’è odore di trasloco nell’aria.

Vorremmo riuscire ad essere più presenti nel web, proprio per il discorso che ti facevo prima, e cercare di produrre contenuti legati alla cultura della moda in modo più sistematico. Il problema è un po’ quello di tutti: il tempo che manca sempre.

Un piccolo progetto concreto è la realizzazione di un tutorial per il disegno di un cartamodello e la realizzazione di una gonna a ruota fatto con tutti i crismi. La prima parte è già online.

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Spero che voi lettrici abbiate colto la fonte del mio entusiasmo: due guide appasionate, preparate e pazienti, un angolo fuori dal mondo, ago e filo.

Vi lascio i riferimenti della scuola

GENOVA

vico San Matteo 2 int. 45, 16123 Genova tel. 346.1224435 – 339.7433697

E-mail: scuolamodavezzagenova@gmail.com

Facebook – Instagram

ALESSANDRIA

CORSO CRIMEA,  47  15121 – Alessandria (AL) – Italy
Tel:     0131.25.26.07 Cell.    339.74.33.697

E-mail:   info@scuolamodavezza.it   –  sarasara80@gmail.com

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Voi avete frequentato una Scuola, imparato da qualcuno o siete autodidatte? Fatemi sapere!

Ila

0 thoughts on “Il corso di modellistica e l’intervista alla Scuola di Moda Vezza

  1. Che bella intervista 🙂 Conoscevo la scuola di nome, sono contenta di aver letto qualcosa in più! io ho fatto una scuola di taglio e cucito, ho sempre visto qualcuno lavorare in casa e cucendo e ricucendo scopri nuove cose 🙂 Aspetto di vedere la gonna! ^^

    1. Grazie! Ho cercato di fare del mio meglio con l’intervista, ma quando si parla di una cosa bella è facile che venga bene 😀
      Che bello! La gonna conto di finirla a breve, adesso ci lavorerò un paio di orette, sperando di sbloccarmi un po’ 😀

  2. Sì ! Sto frequentando proprio la scuola moda vezza nella sede di Genova. Sono felicissima per la scelta e non vedo l’ora che arrivi il mercoledì per la nuova lezione. Un ambiente sereno, accogliente dove imparare diventa facile e divertente. Grazie Ilaria per avermi fatto conoscere tutto questo!!!

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