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Il ricamo fiorentino e la sfida del centro ricamato a mano.

Buonasera ragazze,

Come vi avevo accennato oggi vi svelo il mio progetto segreto per Natale: dopo un mese e mezzo di lavoro in pausa pranzo e nei ritagli di tempo, polpastrelli bucati più volte, ecco a voi il primo centro da me interamente ricamato a mano, regalo di Natale per la mamma di Alessandro.

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Ma torniamo alle origini: da settembre vado da Irma, una gentilissima signora, a imparare il ricamo fiorentino. Irma ricama da quando, durante la guerra, da ragazzina è andata a sua volta a imparare da una signora di Firenze che si trovava dalle nostre parti. Mi sento parte di una tradizione e adoro imparare questa tecnica che ormai pian piano si sta perdendo.

Da settembre ad oggi abbiamo affrontato i diversi àjours (noti anche come punti giorno), ricami sfilati (o sfilature): sono tutti ricami realizzati dopo aver tirato i fili della trama, legando i fili di ordito rimasti liberi in diversi modi.

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il canovaccio con i primi esercizi

Partendo dall’àjour base ho affrontato tutti i punti, acquisendo una manualità con l’ago utilissima in ogni ambito del cucito: sono diventata un razzo a mettere i tanto detestati punti molli. Il ricamo mi ha anche insegnato a essere paziente, a lavorare con calma e a non avere fretta di vedere tutto finito subito: un’ottima lezione che ha risolto molti dei miei problemi nell’ambito della confezione, dettati appunto dall’eccessiva fretta.

Per chi volesse cimentarsi col ricamo, segnalo questa utilissima guida che illustra con molte fotografie come realizzare i punti base passaggio per passaggio.

Familiarizzato con le basi, mi sono lanciata nell’impresa: un centro realizzato con questo graziosissimo punto, che Irma chiama quadretti e io ho ribattezzato fiorellini.

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Questo punto è di grande effetto e non è troppo difficile da realizzare: una volta tirati i fili in modo da ricreare un quadrato delimitato da quattro lati con fili tirati (tirare circa 2 o 3 fili per definire ciascun lato), dal dietro si parte bucando il centro, facendo passare il filo sul dritto e legando un mazzetto per poi tornare sul rovescio e bucare di nuovo il centro per ripetere l’operazione col mazzetto successivo. E’ sicuramente più difficile a dirsi che a farsi 🙂

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Irma all’opera mi illustra il punto
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Quando il quadretto è terminato si passa al successivo ripartendo dal centro

 

 

Gli ingredienti per questo progetto sono una buona dose di pazienza, un lino o una tela a trama grande in cui sia agevole contare e tirare i fili necessari (ho utilizzato questa beige per il centro e questa bianca per un altro progetto) e un filo DMC mouliné o Cotone da Ricamo 107. Io ho preso sia il filo che stoffa sul sito Casacenina.it da cui vi ho linkato i materiali. Mi sono trovata molto bene e la consegna è stata rapidissima.

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Una volta completato il disegno occorre lavare l’opera in acqua fredda e stirarla: in questo modo i fili si compattano bene.

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Il centro intero: questa prima foto è stata scattata appena terminato, ancora da lavare e stirare per celebrare il termine della maratona.

Come vedete questa tecnica si adatta anche ad ornare orli di tovaglie, tende, e tutto ciò che vi può venire in mente.

 

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Che ne pensate? Io sono molto orgogliosa della mia impresa e felicissima di avere la possibilità di imparare questa arte. So di essere molto fortunata, e sto cercando di imparare al meglio. E voi? Ricamate? Avete un mentore che vi ha insegnato qualcosa di prezioso, una guida? O avete fatto tutto da sole? So che molte di voi hanno attinto il sapere da mamme e nonne sarte. Cucite e basta oppure ricamate, lavorate a maglia, uncinetto, insomma fate altre attività con ago e filo?

 

Concludo il post con un annuncio: il blog ha da oggi un nuovo indirizzo più facile da ricordare www.appesoaunfilo.com. La vecchia url www.appesoaunfilo.wordpress.com resta attiva e conduce comunque qui. Una seconda novità è il nuovo logo: vi piace? Spero di sì, io lo trovo più pulito. Per non perdervi nessun aggiornamento seguitemi sulla pagina Facebook  Appeso a un filo – un blog di chiacchiere e cucito.

 

Si chiude così l’ultimo post del 2014, con i miei migliori auguri per un 2015 sereno da trascorrere in compagnia delle nostre passioni.

Un abbraccio, e ci sentiamo nel 2015.

Ila

 

 

 

0 thoughts on “Il ricamo fiorentino e la sfida del centro ricamato a mano.

  1. Brava, bellissimo lavoro. Molti anni fa anche io decisi di imparare a ricamare, e iniziai con il punto croce e gli ajour. Poi sono arrivate le bambine e il tempo a mia disposizione si è ristretto. Prima o poi riprenderò l’ago in mano

    1. Te lo consiglio! Il ricamo si presta a esser svolto nei ritagli di tempo, anche 10 minuti per volta: io di solito mi ci dedico 10 minuti in pausa pranzo! Fammi sapere come va! Un bacio

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