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The Little Black Dress, e l’ispirazione nel bello che ci circonda

Buongiorno,

Dopo parecchie domeniche in cui non compaiono abiti, ecco il fratello della gonna nera di gennaio: il  mio little black dress. Quando ho visto questa stoffa mi sono innamorata e ho capito subito che sarebbe diventata il capo principe dell’armadio e dell’eleganza. Mi ha colpito molto la texture particolare, con delle rose tono su tono, e la morbidezza del tessuto, preso da Tessuti Severino.

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Ho realizzato il cartamodello di questo tubino da sola. Il processo che mi ha portato alla realizzazione di questo abito e alla scelta della linea attillata e degli inserti in chiffon trasparente è partita dall’abito icona, che per me rappresenta il tubino nero per eccellenza:


 

Senza ovviamente pretendere di avvicinarmi all’insuperabile eleganza del Tubino Nero di Givenchy, un’icona della moda del XX secolo, ho deciso di partire da questo abito per l’idea che incarna: è l’eleganza e la regalità della semplicità. E’ un simbolo da cui trarre ispirazione. E’ questo il tema del post di oggi. Non un tutorial, non una guida, ma il principio di tutto: l’ispirazione e l’amore per il bello.

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Ciò che spinge una persona a creare, ad affrontare le difficoltà di realizzare un capo con le proprie mani è proprio l’amore per il bello e la sensibilità ad esso. A tutti piacciono le cose belle (altrimenti non sarebbero reputate belle), ma quanti hanno la sensibilità per amarle? Molto spesso ci si sofferma sulle apparenze, si constata la bellezza come un dato di fatto e si chiude il capitolo. Amare il bello è capire i sacrifici, la fatica, lo studio che racchiude, e lasciarsi emozionare da esso.

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Abbiamo la fortuna di vivere nel Bel Paese, e passeggiare calpestando il suolo di grandissimi poeti, scrittori, musicisti, stilisti circondati da bellezze paesaggistiche e architettoniche. Possiamo respirare bellezza a pieni polmoni, e nutrirci di ispirazione. Penso che dovremmo assorbire questo tesoro che ci circonda, amarlo e rispettarlo senza incuria e presunzione.  Non dobbiamo aver paura di sentirci delle formiche di fronte a tutto ciò, e distogliere lo sguardo per evitare il raffronto, focalizzandoci sui pezzi che questo paese sta perdendo giorno dopo giorno.

Essere oggettivi significa saper vedere oltre i problemi, e non farsi abbagliare dal luccichio come gazze.  Saper riconoscere  il valore di ciò che ci circonda è un dono prezioso, capace di ispirarci a fare del nostro meglio e incastonare anche nelle più piccole cose che facciamo ogni giorno, un vestito, una foto, un pensiero, un frammento di bellezza.

 

Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

(G. Leopardi).

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