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Cambiamenti – Gonna a corolla con pinces aperte

Buongiorno ragazze,

oggi vi presento una nuova creazione, dopo il silenzio stampa di Pasqua: una gonna a Corolla beige, che ho realizzato in vista dell’estate. Il post è intitolato cambiamenti perché questa gonna riflette un po’ il cambiamento che sto attraversando, dato che fa parte del mio nuovo guardaroba che mi sto cucendo piano piano sulla mia nuova vita, e perché mettere i punti molli e imbastire 20 pinces ti da modo di riflettere molto.

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Sto attraversando un periodo di cambiamenti ormai da un bel po’: da quando ho finito l’università sembra che la vita abbia messo il piede sull’acceleratore, e non abbia nessuna intenzione di alzarlo. Mi sembra ieri che mi sono laureata, e invece è passato quasi un anno. Mi sembra ieri ma allo stesso tempo sono successe così tante cose da farmi girare la testa e perdere un po’ la bussola. In tutto questo cucire mi aiuta moltissimo a riordinare le idee un punto dopo l’altro.

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Parte integrante del processo di cambiamento sono i capi che sto realizzando ultimamente: siamo ormai a quota 5 gonne estive, 3 che avete già visto, una da fotografare e mostrarvi e una working in progress. Quando le cose cambiano l’armadio cambia di pari passo: abbandonerò i pantaloncini per questa nuova collezione di gonne, più adatta al nuovo contesto in cui mi trovo.

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In tutto questo processo entra in gioco la Cucito-Therapy, come ormai l’ho battezzata: cucire i capi “simbolo” del cambiamento è un processo lento, che porta a riflettere su ciò che sta accadendo. Non è come entrare in un negozio col portafoglio pieno e uscirne 3 ore dopo con un nuovo armadio. E’ un processo lento, graduale: per fare una gonna ci metto 2-3 settimane, a volte anche un mese se ho molto da fare col lavoro e la porto avanti con altri progetti paralleli. Nel seguire i passaggi sequenziali che portano dal cartamodello al capo finito riesco a ragionare molto su me stessa e su ciò che mi circonda.

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La Cucito-Therapy si è rivelata un’alleata fondamentale capace di contrastare la mia impazienza e la mia ansia: sono una persona che vuole sapere tutto e subito, e non poterlo fare mi genera ansia. Il cucito mi ha insegnato ad aver pazienza, ad aspettare e scoprire un pezzo alla volta cosa mi aspetta. Mi ha insegnato che se mi accorgo di aver sbagliato non succede nulla: basta tornare indietro e con calma ricominciare da lì. Anche se bisogna tornare da capo per un taglio sbagliato, quel percorso è stato comunque costruttivo. E’ una maestra severa l’esperienza: se sbagli torni indietro, non ci sono scorciatoie, ma solo così si impara davvero.

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Una terza lezione importante ha una duplice faccia: l’accettazione dell’imperfezione. Da un lato il cucito ti porta a ricercare la perfezione tramite la cura dei dettagli, per cui l’imperfezione è un fortissimo motore che spinge a fare meglio. Dall’altra ti insegna che la vita non è perfetta, che noi non siamo perfetti, ma che indossare una nostra creazione con i suoi piccoli difetti è comunque meglio che indossare un capo standard, perchè ce lo siamo cucita addosso. Bisogna accettare i difetti per migliorarsi (accettare non vuol dire dormirci sopra facendo spallucce eh, mi raccomando!).

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Ho passato tutto marzo a realizzare questo capo, anche se è più semplice rispetto al modello invernale (che vedete qui), perché le pinces sono aperte: sono chiuse infatti solo sul lato superiore dalla cintura. Il risultato è quindi differente rispetto a quanto avevo già realizzato, proprio perché volevo partire da cosa conoscevo per sperimentare qualcosa di nuovo.

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I passaggi però sono analoghi: punti molli, chiudere le pince con l’imbastitura, chiudere i fianchi, mettere la cerniera, attaccare il cinturino.  Passo dopo passo ho visto la gonna prendere forma tra le mie mani, e la mia mente serena incamminarsi verso il futuro.

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Un grazie quindi va a questa gonna, perché mi ha fatto buona compagnia e perché mi ha fatto conoscere una persona nuova che mi porta tanta positività.

E un grazie va alle mie maestre che mi hanno dato gli strumenti per sviluppare questa passione, e che per prime nella loro scuola hanno creato un angolo dove trovare serenità tramite la sartoria: vi faccio un grandissimo in bocca al lupo per la nuova sede in via Cairoli. Il cambiamento è continuo e significa crescita: in bocca al lupo per tutto, io tifo per voi!

 

E alla fine di tutto questo viaggio mentale mi rivolgo a voi: il cucito per voi è un hobby o qualcosa di più, che vi aiuta in certi momenti? Sfruttate la Cucito-Therapy? Raccontatemi!

 

Ilaria

0 thoughts on “Cambiamenti – Gonna a corolla con pinces aperte

  1. Bellissimo post: mi ci riconosco in pieno. Ho iniziato a frequentare un corso di cucito perché avevo bisogno di uno spazio tutto mio, e ho scoperto che solo quando cucio riesco a sgombrare totalmente la mente dai problemi di lavoro e dallo stress quotidiano. Cucire è la mia valvola di sfogo e sposo in pieno la tua definizione. È una terapia e qualche volta mi viene voglia di farne una professione

  2. Che poesia quest post! Condivido in pieno i tuoi pensieri, mi ci riconosco in pieno … anche io ho iniziato la scuola di cucito e posso testimoniare che è veramente “una terapia” … si impara a riaprezzare certi ritmi, a conquistare tutto con calma e determinazione … a desiderare un capo fino alla sua realizzazione e questo può richiedere parecchio tempo … ma il bello è anche questo! Grazie dei tuoi post così curati e piacevoli!!!

    1. Grazie a te per essere passata e per aver manifestato il tuo apprezzamento: mi fa piacere sentire storie simili alla mia e pareri concordi. Il cucito mi da equilibrio e condividere tutto questo lo rende ancora più speciale!

  3. il cucito ti riporta in quella dimensione più umana e più reale che, a contatto con la frenesia di questo mondo, si è un po persa. ogni punto in più che cuci e ogni cucitura che togli ti fanno imparare qualcosa in più di te stessa e di quello che stai facendo. siamo tutte sulla stessa barca della tranquillità e si sta veramente da dio :D! un bacione enorme!

  4. Ciao! bellissimo post! per me imparare a fare i modelli e cucire è stata una scoperta di me stessa perchè è uscita la creatività di cui non pensavo essere capace. Per me è uno stimolo, una soddisfazione, un’opportunità, una passione. Ho anche aperto una pagina con le mie creazioni e un’altra legata ad un blog che parla di tutorial sul cucito,mi sono iscritta a vari gruppi di cucito e condiviso con altre persone questa passione,insomma mi si è aperto un mondo su una vita che prima era meno stimolante. Ora vivo l’emozione di portare un’idea su stoffa e poterla indossare. Ccire è felicità.

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